Sei in: | index | Comune di Lama Mocogno

Archivio Storico Comunale di Lama Mocogno

Indirizzo: via XXIV maggio, 4 (Sede Municipale) − 41023 Lama Mocogno
Telefono: 0536/44003
Fax: 0536/44890
E−Mail:
Sito Web: www.comune.lamamocogno.mo.it
Direttore/Responsabile:
Orario:

Notizie storiche sull'Archivio

Lama Mocogno è Comune solo dal 1860: prima era frazione di Mocogno, ora non più comune. Dell'archivio del vecchio Comune di Mocogno, per altro, non si conserva praticamente nulla, eccezione fatta per i registri catastali. Prima dl 1796 il territorio faceva parte della podesteria di Brandola, infeudata a varie riprese dagli Estensi ai conti di Gombola, ai Montecuccoli, ai Pio di Carpi e ai Zavaglia di Ferrara. Fino al 1923 Lama Mocogno fu sede altresì di Pretura, di uffici del Registro e di ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette, magistrature ed uffici ora passati a Pavullo nel Frignano.
Non sembra che l'archivio del Comune di Lama Mocogno abbia subito perdite di rilievo.

Descrizione del patrimonio conservato e relativi riferimenti cronologici

Delibere del Consiglio: 1874−1886; 1894−1912
Delibere della Giunta: 1884−1903
Repertorio dei contratti: 1887 ss.
Carteggio amministrativo secondo il titolario: 1860−1900
Registri di protocollo generale: 1860−1900
Registri di protocollo di Pubblica Sicurezza: 1860−1900
"Protocollo delle strade obbligatorie": 1876
Indici catastali di:
−   Valdalbero: 1815 ss.
−   Sassostorno: 1815 ss.
−   Cadignano: 1815 ss.
−   Pianorso: 1815 ss.
−   Mocogno: 1815 ss.
−   Montecenere: 1815 ss.
−   Vaglio: 1815 ss.
Denunce di possidenza di:
−   Pianorso: 1814
−   Cadignano: 1814
−   Vaglio: 1810
−   Montecenere: 1808
−   Mocogno: 1814
Riassunti di denunce di possidenza di Vaglio, Pianorso, Mocogno; Cadignano e Sassostorno, di epoca austro−estense "Protocollo del censo": 1884
Bilanci preventivi conti consuntivi: 1861−1911
Atti del consuntivo: 1861−1900
Registri spedizione mandati: 1893; 1897
Libri mastri ed altri registri contabili: 1894−1900
Registri di Stato civile (unico registro all'anno per nati, morti e matrimoni): 1860−1900
Protocollo di Stato civile: 1866−1884
Liste di Leva e ruoli matricolari: 1860−1900
Registri di protocollo di leva: 1861−1891
Registri vari (condannati, giurati, scolari, ecc.): 1890 ss.

Altri Archivi pubblici e privati esistenti sul territorio

Archivi aggregati
ufficio di conciliazione
Registri ed atti: 1866−1903

Notizie storiche sul territorio comunale

L'origine di Lama è piuttosto recente. Sorge sul luogo dove già fin dal XIII sec. si teneva una fiera annuale poi, col tempo, un mercato settimanale che andava via via acquistando sempre maggiore importanza e tale da favorire la costruzione di una prima osteria, di alcune casupole e infine di un piccolo oratorio dedicato a San Matteo Apostolo. Il mercato si teneva in un vasto pianoro, all'incrocio di importanti strade del tempo, ora interamente occupato dalla Piazza Cesare Battisti, dalla Piazza XXIII Marzo, dalla chiesa e dalle costruzioni di Lama Bassa, che è il paese, occorre dire, si divide in Lama Alta, Lama Bassa e Lama di Sotto. Per quanto riguarda il nome, dato alla località che andava nascendo, precisiamo che vicino a questo pianoro, c'è uno stagno, certamente originato da una frana, designato da secoli col nome latino "lama" e ancora visibile negli anni 1920−25 quando fu prosciugato. Si cominciò così a parlare di una fiera della "lama", di un mercato della "lama" e "lama" da nome comune divenne nome proprio per designare il borgo che stava sorgendo. Ma perché il doppio nome Lama Mocogno? Lo spieghiamo. Quando ancora Lama non esisteva, l'attuale frazione, Mocogno, già prima del Mille, era uno dei tanti comunelli del nostro Frignano assoggettatisi poi col tempo agli Estensi. Sorta Lama questa divenne, come si diceva allora, una "villa" dipendente da Mocogno e in campo amministrativo e in campo religioso. Con l'unità d'Italia per la maggiore importanza assunta nel tempo da Lama nei confronti di Mocogno per motivi che vedremo, il nome ufficiale del nuovo comune, con capoluogo Lama, fu LAMA MOCOGNO, generando nei primi tempi qualche confusione in campo amministrativo. Lo sviluppo e l'importanza di Lama a danno di Mocogno, furono favoriti da un matrimonio: quello di Ercole Rinaldo d'Este, figlio di Francesco III, con Maria Teresa Cybo Malaspina, erede del ducato di Massa. Con questo matrimonio il territorio di Massa entrava a far parte dello stato estense, ma essendo le comunicazioni tra Modena e Massa molto precarie, Francesco III nel 1738 diede l'avvio alla costruzione di una moderna strada che dal nome del progettista e direttore dei lavori, Domenico Vandelli, prese appunto il nome di Via Vandelli . Lungo questa strada, anche per facilitazioni concesse dal Duca sorsero numerose case ed osterie. Ma fu soprattutto con la costruzione della Giardini (1766 − 1781), una vera autostrada per quei tempi, che si ebbe il forte sviluppo edilizio−commerciale di Lama, soprattutto di Lama Alta attraversata per tutta la sua lunghezza dalla importante arteria. Sorgono locande per ospitare i viaggiatori sempre più numerosi, stallaggi per il ricovero e il cambio dei cavalli e, con la costruzione del nuovo Comune, edifici per accogliere la sede comunale e degli altri enti pubblici: Pretura, ufficio del registro, caserma dei carabinieri. In campo religioso continua però a dipendere da Mocogno e soltanto nel 1949 verrà istituita la nuova parrocchia di Lama. Dopo la prima guerra mondiale, ma soprattutto dopo la seconda, Lama Basa va a mano a mano perdendo di importanza e molti uffici, banche, ambulatori medici, negozi si trasferiscono a Lama Alta, ma il centro amministrativo e religioso resta a Lama Bassa. Qui la sede municipale, la chiesa e qui ancora, a distanza di secoli, si tiene il mercato settimanale.