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Archivio Storico Comunale di Maranello
Indirizzo: piazza Libertà,33 - 41053 MaranelloTelefono: 0536/240011
Fax: 0536/942263
E-Mail: segreteria@comune.maranello.mo.it commar@comune.maranello.mo.it
Direttore/Responsabile: Direttore d'area Dott.ssa Medici Monica, Responsabile dell'Archivio Simonini Anna
Orario:
Dal Lunedì al sabato dalle ore 8,30 alle ore 12,30
Martedì e Giovedì pomeriggio dalle ore 14,00 alle ore 17,30
Notizie storiche sull'Archivio
L'archivio storico è conservato in due sale corrispondenti a due piani della torre. Buste e registri sono disposti su scaffalature ordinati secondo un numero di corda progressivo (1-1075) per l'intero archivio.
La documentazione più antica è conservata nella prima sala, situata al piano più alto, e comprende carte dal 1518 al 1960, corrispondenti ai nn. 1-410; il resto delle carte, nn. 411-1075 è conservato nella sala al primo piano. In questo secondo locale si trovano anche le buste del carteggio amministrativo dal 1961 al 1981.
L'elenco di consistenza, datato 11 dicembre 1979, che riporta, per ogni singolo pezzo, il titolo e gli estremi cronologici, divide l'archivio in diversi nuclei:
1) il primo comprende le Scritture anteriori al 1860 e cioè la documentazione preunitaria rimasta presso il comune di Maranello anche dopo la sua annessione al comune di Sassuolo nel 1809. Si tratta di alcuni registri, fascicoli e carte sciolte (dal 1518), in alcuni casi bisognosi di un intervento di restauro, anche in considerazione del fatto che queste costituiscono le carte più antiche che si siano conservate della comunità maranellese e delle sue frazioni (Torre Maina, Gorzano, Pozza, San Venanzio, Fogliano). Nn. 1-27 (1518-1856).
2) Segreteria: sotto questa partizione vengono indicate nell'elenco citato diverse buste (1860−1893) contenenti documentazione relativa alla costruzione e manutenzione di diverse strade, alla realizzazione della ferrovia e della tramvia e alla costruzione di ponti su fiumi e torrenti, materiale più propriamente afferente all'Ufficio Tecnico Comunale (lavori pubblici). Nn. 28 35 (1860−1893).
3) Serie generale. Questa partizione comprende in realtà il carteggio amministrativo organizzato secondo il sistema del protocollo − titolario. Il carteggio è suddiviso in due parti a seconda del titolario adottato:
a) titolario in venti titoli, modellato su quello napoleonico. Nn. 36−127 (1860−1897)
b) titolario in quindici categorie in applicazione della circolare Astengo. Nn. 128−412 (1898−1960)
4) Protocolli ed indici, nn. 413−609 (1859−1960, gli indici solo fino al 1940)
5) Atti riservati, nn. 610−618 e 706−708 (1862−1952)
6) Registri delle deliberazioni del Consiglio e della Giunta, nn.619−705 (1860−1960, la Giunta fino al 1957)
7) Ufficio di Conciliazione, archivio aggregato, nn. 709−718 (1867−1954)
8) Anagrafe e stato civile, 719, 739:
a) Emigrazione e immigrazione, nn. 720−733, 738 (1852-1960, emigrati fino al 1908)
b) Protocolli, nn. 734-739 (1860−1907)
c) Censimenti e fogli famiglia, 740−768 (1901−1951)
d) Statistica, n. 769 (1923−1945)
e) Elettorale, nn. 770−786 (1929−1960)
f) Leva , nn. 787-805 (1860−1953)
9) Ragioneria, nn. 806−944, 1047−1075 (1861−1960)
10) Ente comunale Assistenza, archivio aggregato, nn. 945−983 (1868−1960)
11) Ufficio tecnico, nn. 984−1003 (1904−1962)
12) Commissioni e comitati comunali, archivi aggregati (U.N.R.A., O.N.M.I., ecc.), nn. 1104−1014 (1884−1961)
13) Gride e regolamenti, n. 1015 (1820−1955)
14) Contratti, n. 1016 (1802−1932)
15) Tributi, nn. 1017−1047 (1861−1960)
Altri Archivi pubblici e privati esistenti sul territorio
Archivi pubblici ( tratto dal censimento degli archivi del 1989−1992 )
Opera Pia Ing. Carlo Stradi di Maranello ( in corso di cessione mediante convenzione, al Comune di Maranello)
Notizie storiche sul territorio comunale
Cenni storici del Comune di Maranello
Maranello si trova in Emilia a circa 18 km. a sud di Modena sulla strada provinciale N. 3 conosciuta anche come via Giardini. È un comune della fascia pedemontana e parte del comprensorio ceramico insieme ai comuni di Sassuolo e Fiorano Modenese. Il centro abitato del capoluogo è stretto fra le prime asperità che conducono all'Appennino Emiliano e la pianura occupata da campi e industrie. Colpisce il visitatore un paesaggio per certi versi inverosimile: i calanchi e le ciminiere, i boschi e le enormi distese di piastrelle, l'agricoltura e l'allevamento che si confrontano e convivono con l'industria più avanzata. Zona di produzione dell'aceto balsamico, del parmigiano reggiano e del prosciutto tipico di Modena DOP, Maranello ha una storia che va molto indietro nel tempo. Ritrovamenti archeologici documentano tale storia almeno dall'etè del bronzo (1800−1000 a.C.) ma con numerosi reperti anche di epoche molto precedenti. Con certezza si sa che vi furono insediamenti di popolazioni di estrazione ligure (Ligures friniates) e che le legioni romane che stavano via via conquistando l'Italia le assoggettarono tra il 189 ed il 179 a.C. La conferma della presenza romana si trova ancor oggi in una delle strade principali che attraversano il paese e che si chiama via Claudia: era un antico percorso forse di epoca etrusca, alternativo ad un tratto della via Emilia che venne sistemato dal console Claudio il quale vi legò il suo nome.
Di grande importanza è stata la scoperta nel 1987 in località Torre delle Oche dei resti di una fornace di epoca romana: da allora sono stati completati gli scavi che hanno portato alla luce l'intero impianto con numerosi reperti tra cui due anfore. Il materiale rinvenuto è esposto nel Museo Archelogico presso il Palazzo dei Musei in Largo Sant'Agostino a Modena.
Il nome Maranello deriva con ogni probabilità dal fatto che vi si insediò una famiglia di Marano (un comune confinante a sud), gli Araldini o Arardini, che vi costruì il castello, tuttora esistente, dopo la ricostruzione seguita al terremoto del 1501. Le case intorno al castello costituiscono il borgo chiamato Maranello vecchio. Dopo alterne vicende il maniero fu acquistato nel 1936 dal professor Giuseppe Graziosi, pittore e scultore di fama, che vi lavorò e vi abitò. Il castello appartiene oggi a privati.
La già citata via Giardini, ex Statale dell'Abetone, ha assunto una grande importanza logistica perché questa è la strada che passa davanti allo stabilimento della Ferrari. Voluta dal duca Francesco III per unire il ducato di Modena col Granducato di Toscana e favorire così lo sviluppo economico e sociale del Paese, venne iniziata nel 1766 e terminata in dieci anni: si trattava per l'epoca di una impresa gigantesca, con una lunghezza di quasi cento km in territorio Modenese, dal capoluogo al confine toscano. Sul percorso erano dislocati stazioni di posta, osterie, fontane, posti di ricovero e ristoro per i viaggiatori, una vera autostrada ante litteram. Il progetto e la direzione dei lavori vennero affidati all'ingegnere Pietro Giardini che impiegò nell'impresa 3000 operai. Il Duca, entusiasta del risultato, diede alla strada il nome del suo realizzatore.
Grazie a questa strada e per la sua collocazione ai piedi dell'appennino Tosco Emiliano, Maranello ha acquistato per i modenesi la fama di un posto buono per la villeggiatura. All'incrocio tra la Via Giardini e la Via Claudia si è sviluppato il paese come lo conosciamo oggi e che per molti anni è stato chiamato Maranello nuovo. Oltre al nucleo centrale, il Comune di Maranello è formato anche dalle località di Pozza, Gorzano, Torre Maina, Torre delle Oche, San Venanzio e Fogliano.
Il 1° febbraio del 1931 venne concesso al Comune il diritto di far uso dello stemma comunale. Nel decreto di concessione si legge così: "D'argento all'albero di pero fruttato al naturale, nodrito su pianura verde, alla vite fruttifera di nero accollata all'albero". L'albero rappresenta la forza del Comune, le pere e l'uva il carattere agricolo del territorio, l'albero che affonda le radici nel prato sta ad indicare la fertilità della zona; la corona l'Autonomia del Comune (nel marzo del 2000 è stato posizionato nella centrale Piazza Libertà un mosaico che riproduce lo stemma del Comune di Maranello. Si tratta di un'opera del maestro Montanari che ha utilizzato 16.000 pezzi di marmo e pietre semi − preziose, quasi uno per ogni abitante di Maranello, provenienti da diversi Paesi del mondo a testimoniare l'apertura di Maranello verso gli altri)..
Bibliografia storica sul territorio
Resti di età Romana a Torre Maina di Maranello. di Silvano Soragni 1971 − estratto da "Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le antiche province modenesi"
Statuti di Maranello del 1475 Deputazione di Storia Patria per le antiche province modenese a cura di Antonio G. Lodi e Angelo Spaggiari, Aedes Muratoriana Modena 1975
Maranello... dalla Preistoria alla fotocronaca di Carmen Galloni e Silvano Soragni. 1982
Maranello 1903−1993: Novant'anni della chiesa parrocchiale di Macchioni A. Maranello 1994
Maranello, Ferrari e la sua gente di Rogliatti Gianni 1995
Maranello, un paese, la sua storia, la sua anima di C.Benzi, G.Ferrarini, A.Stadiotti, Milano 1996
Graziosi a Maranello: Il ritorno di un grande artista. Catalogo della mostra 15 giugno −6 luglio 1997−
Maranello Dal Feudo Calcagnini... alla Scuderia Ferrari di Silvano Soragni. Maranello anno 2004
Racconti Partigiani Storie della Resistenza a Maranello a cura di Nicola Caleffi edita dal Comune di . Maranello 2006
Maranello Dal Castello Feudale... al maestro Giuseppe Graziosi di Silvano Soragni. Anno 2007
Grandi, belle e rarissime specie. La vita e le ricerche di Francesco Coppi. Comune di Maranello, 2007
Personaggi di rilievo
Il naturalista Francesco Coppi
Enzo Ferrari
Il maestro Giuseppe Graziosi
L'ing. Carlo Stradi
La famiglia Obici
La famiglia Panini ( Giuseppe, Franco Cosimo e altri)