Sei in: | index | Comune di Modena

Archivio Storico Comunale di Modena

Indirizzo: Viale Vittorio Veneto 5 (presso il Palazzo dei Musei) − 41100 Modena
Telefono: 059/2033450
Fax: 059/2033460
E−Mail: archivio.storico@comune.modena.it
Sito Web: www.comune.modena.it/~astor000/
Direttore/Responsabile: Aldo Borsari
Orario:
Lunedì 8,30 − 12,45; 14,30 − 17,30
Martedì 8,30 − 12,45; 14,30 − 17,30
Mercoledì 8,30 − 12,45
Giovedì 8,30 − 12,45; 14,30 − 17,45
Venerdì 8,30 − 12,45

Notizie storiche sull'Archivio

L'Archivio Storico del Comune di Modena è il più importante complesso documentario affidato ad un comune in Emilia Romagna.
Conserva un'ampia e quasi completa documentazione dell'attività politico−amministrativa di Modena: prima come "libero comune", poi come comunità dello Stato estense di cui, nel 1598, divenne capitale, acquistando particolare importanza. Infine dall'Unità d'Italia è Comune dello Stato italiano. E' uno dei pochi Archivi Storici di Comuni di grande tradizione, la cui parte più antica non sia stata depositata nel competente Archivio di Stato. La più antica menzione dell'Archivio Storico Comunale, attinta dal Cronista A. Tassoni "il vecchio", risale al 1306, quando in occasione di una rivolta popolare, furono quasi completamente distrutti i più antichi documenti del Comune.
Sede dell'Archivio, dal '300 al '500, fu la torre della Ghirlandina. Nel 1622 l'Archivio, già notevole, si ritrova nel Palazzo Comunale, da dove viene trasferito alla fine dell' '800 "con tutto quanto forma lustro e decoro della città dal lato scientifico, artistico e letterario" presso il Palazzo dei Musei.

Descrizione del patrimonio conservato e relativi riferimenti cronologici

Nell'Archivio è conservata una mole enorme di scritture, mappe, disegni, relativi alle testimonianze delle numerosissime attività della Comunità. Tra i documenti più antichi vanno segnalati i codici statutari della Comunità, gli statuti delle Arti e mestieri; la serie quasi ininterrotta dei Registri delle deliberazioni consiliari a partire dal 1300; la serie dei contratti, anche questi a partire dal 1300, stipulati dall'amministrazione locale con enti e privati; registri di stato civile a partire dal 1500 e gli atti delle diverse magistrature. Da segnalare anche gli Archivi delle Opere Pie soppresse.

Notizie storiche sul territorio comunale

Modena è una provincia della regione Emilia−Romagna. Il suo attuale assetto territoriale ed istituzionale, come per la maggior parte delle province italiane, deriva da lontane origini e successive fasi storiche. II territorio modenese, abitato anticamente da Etruschi e da Galli Boi nella pianura, da popolazioni Liguri nelI'Appennino, fu conquistato da Roma nel II secolo a.C.. I Romani costruirono la Via Emilia, edificando sull'area di un antico villaggio una colonia: Mutina. Devastato prima dalle invasioni ungare dell'VIII secolo e poi da calamità naturali, il territorio di pianura migliorò le condizioni di vita verso il Mille, quando la bonifica benedettina riconquista terre all'agricoltura e si fortificano borghi e città. Nella montagna, difesa naturalmente, si consolidano gruppi di feudatari in perenne lotta contro i liberi comuni di pianura. Gli Estensi, signori di Ferrara, riusciranno a controllare il territorio modenese a più riprese, conquistando Modena nel 1336, i principati di Carpi nel 1511, di Sassuolo nel 1599 e di Mirandola nel 1707. In particolare, sul sorgere del '600, quando le truppe del Papa occuparono Ferrara, Modena divenne la nuova capitale dello Stato Estense. Mentre la montagna, specificamente il Frignano, potrà essere governato solo con la mediazione dei potenti feudatari di Montecuccolo, l'attuale provincia toscana di Massa e Carrara entra a far parte del ducato estense nel 1741, ma in seguito darà vita ad una Provincia autonoma. Pur costituendo una unità politica, il territorio modenese conservò lungamente al suo interno le tracce di entità politico−amministrative autonome, sopravvivenze dell'età comunale e rinascimentale. II governo estense divise amministrativamente il territorio in otto distretti retti da governatori: rimarranno propriamente modenesi soltanto i distretti di Sassuolo, Carpi, Sestola e ovviamente Modena. Con I'occupazione francese (1796) il Modenese fece parte della Repubblica Cispadana, in seguito della Cisalpina, poi, nel 1805, del Regno Italico. Nell'ambito delle riforme amministrative promosse da Napoleone, Modena rientrava nel Dipartimento del Panaro. L'occupazione austriaca (1814) pose a capo del Governo il duca austroestense Francesco IV, che abolì le leggi napoleoniche sull'amministrazione del territorio. Quando gli eserciti piemontese e francese di Vittorio Emanuele II e di Napoleone III attraversarono il Ticino e i presidi austriaci, che controllavano i ducati, si ritirarono, Modena, insorta, ricevette il commissario del re Luigi Carlo Farini. Ancor prima che fosse proclamato il Regno d'Italia e votati i plebisciti, nel dicembre 1859, venne estesa all'Emilia−Romagna la legge del 23 ottobre 1859 sull'amministrazione dello Stato. In questo quadro venne istituita la nuova Provincia di Modena, costituita dalle due antiche circoscrizioni di Modena e del Frignano. II nuovo Consiglio Provinciale tenne le sua prima riunione il 21 marzo 1860. In base alla nuova legge, i 40 consiglieri che lo componevano rappresentavano i Circondari di Modena, Mirandola, Pavullo e Castelnuovo Garfagnana, a loro volta divisi in Mandamenti. Dopo neppure un anno, il 25 dicembre 1860, fu attuata un'importante modifica, distaccando dal territorio provinciale il Circondario di Castelnuovo Garfagnana e il Mandamento di Castelfranco Emilia, mentre veniva aggiunto Finale Emilia. Nel 1928, il territorio di Castelfranco Emilia ritornò a far parte della provincia di Modena. L'avvento della Repubblica (1945) con il varo della Costituzione e I'emanazione di successive leggi e provvedimenti hanno, infine, determinato l'attuale assetto territoriale ed istituzionale.
(Fonte)