Sei in: | index | Comune di Novi di Modena

Archivio Storico Comunale di Novi di Modena

Indirizzo: Piazza 1 maggio, 26 (Sede Municipale) − 41016 Novi di Modena
Telefono: 059/6789111
Fax: 059/6789290
E−Mail:
Sito Web: http://www.comune.novi.mo.it
Direttore/Responsabile:
Orario:

Notizie storiche sull'Archivio

Esiste presso la Direzione dell'Archivio di Stato di Modena un inventario manoscritto dell'archivio comunale di Novi, compilato nell'agosto 1898, non privo di utilità benché non più corrispondente all'attuale sistemazione delle carte ed agli attuali criteri di descrizione. Non si ha notizia di perdite rilevanti subite dall'archivio.

Descrizione del patrimonio conservato e relativi riferimenti cronologici

"Liber consiliorum communitati Novi": 1739-1778
"Protocollo" delle delibere: 1778-1802
Delibere del Consiglio (con un indice): 1860-1905
Delibere della Giunta (con un indice): 1860-1903
Contratti: 1843-1900
Atti vari e registri anteriori al 1796:
  −"Mandati e ricevute per offici diversi": 1614-1760
  −"Vacchette dei conti della Comunità di Novi": 1639-1720
  −"Imposta per il quartaro, chirurgo etc.": 1643-1778
  −"Pavaglione": 1636-1790
  −"Denunzie di terreni": 1612-1739
  −"Registri di boatteria": 1634-1789
  −"Contabilità": 1639-1762
  −"Volture di estimo": 1748-1796
  −"Descrizione di famiglie": 1712-1760
  −"Lettere delle due guerre": 1735-1742
  −"Molino, forno e beccheria": 1778-1786
  −"Spese diverse"
Atti e carteggi relativi alla Municipalità durante il periodo napoleonico:
  −carteggio amministrativo: 1797-1815
  −"collette di acque": 1796-1798
  −"Spese per la Repubblica francese": 1796; 1798
  −"Contabilità dell'amministrazione austro-russa": 1799
  −"ruolo della tassa personale": 1803-1806
  −"sanità": 1806
  −"contabilità": 1798-1815
  −"atti coscrizionali": 1802-1814
  −"professioni liberali": 1809-1814
  −"registri delle pubblicazioni": 1803-1815
  −"requisizioni militari": 1814
  −"piani preventivi e conti consuntivi": 1806-1815
  −"registri di protocollo della Municipalità": 1808; 1812
Atti dell'Agenzia comunale tenuta a Novi dal Comune di Carpi in epoca austro-estense: 1815-1860
Carteggio amministrativo secondo il titolario, ordinato per anni: 1860-1900
Registri di protocollo generale (con un indice): 1861-1888
Altre serie di carattere finanziario e contabile, escluse quelle elencate sopra:
  − catasto fabbricati: 1875
  − denunzie terreni: dal 1786 (copia del 1875)
  − ruoli delle imposte: 1860-1900
  − bilanci preventivi: 1882; 1894; 1895
  − conti consuntivi: 1872; 1873; 1881; 1882; 1888; 1896
  − atti del consuntivo: 1871-1900
  − registro di contabilità (mastri e giornali): 1860-1900
Registri di Stato civile (serie completa per nati, morti e matrimoni, lacunosa per i regg. Di cittadinanza, con 13 indici): 1860-1900
Registri anagrafici(distinti fra le frazioni di Rovereto): 1860-1894
Registri di Leva e ruoli matricolari: 1860-1904
Matricola della Guardia nazionale: 1863
Protocollo del Consiglio di ricognizione: 1861
Atti del Consiglio di ricognizione: 1861
Affari di acque: 1653-1889
"Congregazione di acque e strade del Comune di Novi" (con delibere della Congregazione): 1770-1885

Altri Archivi pubblici e privati esistenti sul territorio

ARCHIVI AGGREGATI
  − Società operaiai di Novi
Deliberazioni, protocolli, elenchi dei soci: 1885-1895
  − Scuole elementari di Novi
Registri di classe: 1860-1900

Notizie storiche sul territorio comunale

Sostanzialmente due le tesi più accreditate sull'origine del toponimo: una che sostiene la derivazione dal numero latino novem, e di ciò lo stemma comunale suddiviso in nove fasce potrebbe esserne la prova, l'altra che lo riconduce al latino novum, ovvero nuovo. Comunque sia, entrambe le ipotesi, insieme a numerosi ritrovamenti archeologici nella zona, confermerebbero l'esistenza di un abitato in epoca romana. Periodo storico privo di testimonianze relative al paese è invece l'Alto Medioevo, epoca in cui, comunque, non è difficile supporre che tutto il territorio versasse in condizioni di miseria e abbandono. Bisognerà attendere l'arrivo dei Longobardi in queste terre, e in particolar modo la diffusione del monachesimo benedettino, per assistere ad una prima fase di ripresa. Del 979 la prima fonte storica che riporta la citazione di Castrum Nove. Si tratta di un contratto firmato dal vescovo di Reggio Emilia, sotto la cui diocesi Novi si trovava. Il centro abitato si sviluppava probabilmente intorno alla chiesa plebana di S. Michele ed era protetto da un sistema di fortificazioni. Nel XIII secolo il castello assunse l'aspetto di una vera e propria fortezza, necessità insorta soprattutto dalla sua particolare posizione di confine fra i territori degli Estensi, dei Pico, dei Gonzaga e dei Pio. Castrum Nove divenne così, in breve tempo, oggetto delle mire espansionistiche di queste potenti famiglie, dovendone, pertanto, subire anche gli attacchi: nel 1249 da parte di Simone di Bonifacio Manfredi, nel 1307 fu incendiato da Azzo d'Este e nel 1537 fu raso al suolo da Ercole I d'Este. Ancora sotto la diocesi di Reggio Emilia, Novi venne affidato a nobili casate che proseguirono l'opera di ripresa economica e culturale del luogo. Nel 1530, dopo un periodo di particolare prosperità sotto il dominio dei Pio, Novi passò sotto la signoria degli Estensi. Ciononostante la rocca non cedette subito ai nuovi padroni, cosicché venne rasa al suolo. Il dominio estense durò fino alla fine del XVIII secolo, interrotto dalla campagna napoleonica. Nell'Ottocento il paese fu teatro di una battaglia risorgimentale tra le truppe austro-estensi di Francesco IV e le truppe di Antonio Morandi. La storia economica e sociale del territorio novese deve menzionare l'introduzione, nel Settecento, della coltivazione del riso, che favori un largo impiego di braccianti. I lavoratori novesi presero parte attivamente alle lotte sociali innescate dalla crisi agraria dell'ultimo Ottocento e nei primi anni del nostro secolo diedero vita a numerose cooperative ed organizzazioni sindacali e mutualistiche. Sul terreno reso fertile dai movimenti socialista e cattolico d'inizio secolo si innestò la resistenza contro il regime fascista, la quale ebbe largo seguito di popolo.