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Archivio Storico Comunale di Polinago
Indirizzo: Corso Roma, 71 − 41040 PolinagoTelefono: 0536/4700
Fax: 0536/47672
E−Mail: comune@comune.polinago.mo.it
Sito Web: www.comune.polinago.mo.it
Direttore/Responsabile: −
Orario:
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Notizie storiche sull'Archivio
L'archvio comunale di Polinago è stato integralmente distrutto durante la seconda guerra mondiale (la località si trovava in una delle zone ove più aspri furono gli scontri tra forze partigiane e forze nazi-fasciste) in seguito all'incendio delle sede municipale verificatosi il 20 ottobre 1944. Al termine del conflitto l'Amministrazione ha nondimeno provveduto a ricostruire, sulla base dell'esemplare conservato presso il Tribunale di Modena, la serie dei registri di Stato civile dal 1866 in poi. Fino a tutto il 1900 tali registri sono: 11 per i nati, 7 per i morti, 7 per i matrimoni.
Da un inventario estremamente sommario inoltrato dall'Amministrazione all'Autorità archivistica nel 1935, sembra potersi ricavare però che il materiale distrutto be difficilmente comprendeva atti di data anteriore al 1860. Ciò sembra probabile considerando anche che, prima di tale data, Polinago non costituiva Comune. L'antica Comunità (facente parte del feudo omonimo della famiglia Montecuccoli)., poi Municipalità durate il periodo napoleonico, era stata infatti soppressa nel 1827, e il suo territorio suddiviso tra i Comuni di Sassuolo e di Pavullo.
Dell'antica Comunità, retta da una propria "adunanza di Reggenti", si conservano due Statuti del sec. XVI, uno alla biblioteca universitaria di Bologna e l'altro alla biblioteca comunale di Ferrara.
Notizie storiche sul territorio comunale
Nella valle del Rossenna. L'elemento naturale determinante per i primi insediamenti umani nella zona di Polinago é stato il torrente Rossenna che attraversa il territorio comunale da sud a nord. Il nome "Rossenna" ed altri termini con la medesima radice evidenziano un'origine etrusca; alcuni suoni turbati presenti nel dialetto locale e lo stesso nome del capoluogo ricordano influenze celtiche; numerosi toponimi fondiari quali Cassano, Fognano, Talbignano... risalgono ad epoca romana. Attualmente il territorio comunale comprende le frazioni di Polinago, Brandola, Gombola, Cassano e San Martino; in passato queste località hanno vissuto per secoli vicende complementari ed alcune, come Gombola e Brandola, raggiunsero un'importanza notevole, superiore a quella dell'attuale capoluogo.
I "Da Gomula" e la Pieve. Gombola vide nel XII secolo l'affermarsi della potente famiglia "Da Gomula" che dominò per tutto il Medioevo gran parte della valle del Rossenna, intrecciando la propria storia con quella di Matilde di Canossa, del Comune di Modena, dei Montecuccoli. A partire dal secolo XI Brandola appartenne ai Da Gomula, poi fu dei Montecuccoli ed infine dei Pio da Carpi, che fecero del castello la sede della Podesteria. Polinago diventò importante intorno all'anno mille grazie alla sua Pieve, che esercitava giurisdizione ecclesiastica e civile su molte chiese della Val Rossenna.
Dai Montecuccoli agli Estensi. Nel 1212 la famiglia Montecuccoli si impadronì del paese e lo mantenne per molti secoli sotto la sua influenza; dopo l'età Napoleonica Polinago passò agli Estensi seguendone le vicende fino all'Unità d'Italia.
La guerra, poi l'emigrazione. Il 12 Ottobre 1944 una rappresaglia tedesca distrusse tutto l'abitato; con la fine della guerra iniziò la faticosa ricostruzione economica e morale, per cui Polinago visse le vicende degli altri paesi appenninici. Intorno agli anni '50 la popolazione residente nel comune era di circa 5000 unità: in prevalenza piccoli proprietari e mezzadri impegnati in attività agricole poco redditizie. Quando i centri della Pedemontana quali Sassuolo, Castellarano, Fiorano iniziarono il loro processo di industrializzazione, molti cittadini di Polinago furono attirati dal salario sicuro del lavoro in fabbrica. Ebbe così origine un esodo massiccio e continuo che interessò, pur con ritmo diverso, gli anni '60, '70 e '80. Si ebbero, di conseguenza, evidenti cambiamenti nella tipologia della popolazione: aumento del numero degli anziani, diminuzione delle fasce giovanili, trasformazioni socio-economiche. Da alcuni anni si sta verificando un'inversione di tendenza: la popolazione tende ad aumentare per il saldo migratorio attivo.