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Archivio Storico Comunale di San Felice sul Panaro

Indirizzo: via Mazzini, 13 − 41038 San Felice sul Panaro
Telefono: 0535/86311
Fax: 0535/84362
E−Mail:
Sito Web: www.comunesanfelice.net
Direttore/Responsabile:
Orario:

Notizie storiche sull'Archivio

L'archivio comunale è particolarmente completo. Ciononostante, nelle notizie pubblicate sul Mazzatinti ("Gli archivi della storia d'Italia") ad opera di A. Ferrari, si dice che il fondo non fu mai oggetto di cure particolari, fatta eccezione per un breve periodo nella prima metà del sec. XVIII durante il quale un tal Nicolò Salani fu incaricato del suo ordinamento, e che vi debbone essere state perdite nel secolo scorso in seguito a scarti indiscriminati. Altre perdite sono state causate, durante la seconda guerra mondiale, dallo scoppio di un carro armato, ma non sembrano essere state di particolare rilievo.
Di un repertorio manoscritto delle delibere della Comunità iniziato dal sunnominato Salani nel 1715, e ancora esistente al tempo della pubblicazione del Mazzatinti, non si è trovata alcuna traccia. Esistono invece due inventari recenti: uno compilato dall'Amministrazione comunale nel 1935, ed uno (assai più preciso ed analitico, ma ispirato ad un criterio soprattutto topologico, compilato nel 1949 dal sig. A. Lodi dell'Archivio di Stato di Modena; entrambi sono dattiloscritti.

Descrizione del patrimonio conservato e relativi riferimenti cronologici

"Liber registrum comunitatis Sanctis Felicis usque annum 1625": 1423-1625
"Liber actorum civilium": 1456-sec. XVII
"Statuta inclitae terrae Sancti Felicis" (a stampa): 1612
Partiti della Comunità: 1540-1800
Delibere del Magistrato comunale di epoca austro-estense: 1815-1860
Delibere del Consiglio: 1866-1901
Delibere della Giunta: 1861-1901
"Registro individui nominati da S.A.I. Il Principe Vice-re in membri del Consiglio comunale": 1810-1811
"Rogiti comunali": 1775-1837
Serie dei "contratti": 1860-1902
Registro copialettere (con lettere di notai camerali, segretari e cancellieri ducali): 1606-1795
Carteggio amministrativo della Comunità: 1576-1799
Carteggio amministrativo del periodo 1800-1862: 1800-1862; 1862-1900
Registro di "Affari giornalieri della Comunità": 1797
Registri di protocollo generale: 1806-1860; 1861-1900
Repertori del protocollo generale: 1815-1859; 1860-1900
Registri "collettori" per le imposte e la Congregazione di acque e strade: 1701-1801
Boatteria di S. Felice: 1788-1865
Verificazioni dello scolo nei cavi pubblici, formate sopra le denunce d'estimo: 1796 ss.
Bilanci preventivi (con lacune): 1802-1900
Conti consuntivi: 1801-185; 1860-1900
Atti del consuntivo: 1755-1859; 1860-1900
Giornali di cassa: 1814-1900
Registri giornali per la spedizione dei mandati: 1824-1900
Libri mastri: 1897-1900
Registri delle reversali: 1879-1900
"Libro di crediti medicinali": 1802-1817
"Libri della gabella": 1825; 1862
Ruoli imposti e tasse: 1868-1900
Inventario di beni mobili ed immobili: 1870
Registro pubblicazione editti e leggi: 1801-1841
Registri di Stato civile del periodo napoleonico ed anni posteriori: 1813-1833
Registri di Stato civile, serie completa:
  • nati: 1852-1900
  • morti: 1852-1900
  • matrimoni: 1852-1900
  • cittadinanza: 1852-1900
  • indice dei registri di Stato civile: 1852-1876
  • protocolli di Stato civile: 1852-1900
  • indice dei protocolli di Stato civile: 1884-1900
  • atti amministrativi dell'Ufficio di Stato civile: 1852-1900
  • certificati parrocchiali di battesimo: 1844-1867
  • certificati di assistenza al parto: 1846-1930
  • stato della popolazione: 1808
  • ruolo generale della popolazione "dell'anno VII del regno d'Italia": 1798 sett.-1799 sett.
  • ruolo generale della popolazione: 1815
  • censimenti generali della popolazione: 1864-1884
  • registro della "popolazione mutabile": 1875-1876
  • registro dei traslochi nei Comuni limitrofi: 1815-1832
  • immigrazioni: 1865-1902
  • emigrazioni: 1879-1900
Coscrizioni e leva: 1825-1900
Ruoli della milizia territoriale e recapiti relativi alla Guardia nazionale, nonché alla Guardia civica durante il governo provvisorio del 1848: 1843-1870
Protocollo "segreto" relativo alla coscrizione: 1842
Registri di protocollo dell'Ufficio di Polizia: 1815-1849; 1860-1891
Repertorio dei protocolli di Polizia: 1837-1882
Detenuti nelle carceri di San Felice: 1818-1821
Registri di sorvegliati e precettati dal 1831 in poi: 1831 ss.
Registri di detenuti politici: 1841-1862
Registri di vidimazione passaporti e carte di sicurezza: 1850-1862
Registri dei congedati estensi e renitenti: 1863
Registro dei provvedimenti penali: 1884-1887
Registrazioni di libretti rilasciati ad operai: 1862-1863
Registrazioni di attestati di condotta politica e permessi di porto d'armi: 1866 ss.
Fascicoli relativi alle "acque di Burana": 1627-1855
"Sommario degli atti di Buana": 1738-1814
"Libri delle determinazioni delle acque": 1769-1799
"Acque e strade": 1769-1817
"Acque di Dugarolo, Fosseto e Dugaro": sec. XVIII
Bonifica poi Consorzio di Burana: 1851-1906
Braccianteria di Rivara: 1885
Atti amministrativi dell'Ufficio tecnico (lacunosi): 1869-1912
Registri di protocollo dell'Ufficio tecnico: 1870-1912
Sindacati, giusdicenti e cancellieri di San Felice: 1770-1827
Registro scuole: 1851
Ruoli di impiegati e salariati del Comune (con lacune): 1859-1900

Altri Archivi pubblici e privati esistenti sul territorio

Archivi aggregati
− Giusdicenza di Bomporto
Atti della soppressa Giusdicenza: 1852-1860
− Ufficio di Conciliazione di San Felice
Atti e carteggi: 1867-1900
Registri e repertori (con lacune): 1866-1900
Indice generale degli atti e sentenze: 1877-1893

Notizie storiche sul territorio comunale

Le prime testimonianze di insediamenti umani nel territorio dell'attuale comune di San Felice sul Panaro risalgono alla media e tarda età del Bronzo (Secoli XV-XII a.C.). In quel periodo anche la bassa pianura intorno al Po risulta occupata da una serie di villaggi appartenenti alla cosiddetta Cultura "Terramaricola". In un ambiente in cui la natura aveva un predominio pressoché incontrastato, con ampi spazi a bosco e a palude che circondavano le poche aree coltivate, gruppi di uomini si organizzarono in veri e propri abitati delimitati di solito da un terrapieno e dal fossato ed estesi in media dai 30000 ai 50000 mq. Uno di questi villaggi è stato individuato nel 1929 nei pressi di Pavignane, nel fondo "Casino" di proprietà Testi: materiali rinvenuti negli anni passati, per lo più ceramiche di rozzo impasto, furono donate dall'archeologo sanfeliciano Giuseppe Venturini (1879-1965), ispettore archeologico onorario per la Bassa Modenese, al municipio di San Felice, che ora li ha esposti nella mostra archeologica permanente allestita all'interno della Rocca Estense. Le successive testimonianze archeologiche nel San Feliciano appartengono all'epoca Romana, e precisamente al periodo in cui la potenza di Roma si estende anche sull'Italia settentrionale. Come e' noto, nel II e I secolo a.C. lo sforzo colonizzatore dello Stato Romano portò alla fondazione di città come Modena (183 a.C.) - da cui doveva dipendere, allora come oggi, il territorio di San Felice -, all'organizzazione agraria della pianura tra la Via Emilia e il Po (Centuriazione e altre bonifiche), alla costruzione di un'efficiente rete viaria che attraversa la bassa con due assi di importanza interregionale: la via da Modena a Verona (l'antenata dell'attuale Abetone-Brennero) e la via da Modena a Este. Numerosi nuclei di famiglie si stanziarono, a partire dal I secolo a.C., anche nel nostro territorio, organizzandosi in fattorie dedite all'agricoltura, allo sfruttamento di spazi rimasti incolti, ad attività artigianali. E lo dimostra tutta una serie di scoperte archeologiche di cui si è dato un resoconto dettagliato in un recente volume. Le fattorie erano stanziate di preferenza sui terreni più alti, lunghi dossi, presso i corsi d'acqua che allora avevano un percorso diverso dall'attuale. Tanto per fare un esempio, il Secchio si dirigeva all'incirca verso Finale Emilia e verso l'area ferrarese. Punti di addensamento della popolazione locale erano i vici: uno di questi, Colicaria, ricordato in una fonte del III secolo d.C., è forse da ubicare nelle Valli tra San Felice e Mirandola. In epoca romana l'abitato di San Felice non esisteva e neppure la quasi totalità dei centri della Bassa. Sono pertanto fantasie giornalistiche quelle che assegnano l'origine del capoluogo ad un gruppo di coloni romani provenienti dall'Africa che avrebbero introdotto il culto del Santo Felice, vescovo e martire. In realtà, le prime attestazioni sicure risalgono all'alto Medioevo, e precisamente al X secolo d.C..
Nell'anno 927 nel villaggio fortificato di San Felice ("Castellum Sancti Felicis" è detto nel documento) due proprietarie della zona effettuano la donazione di alcuni terreni situati in Marzana e nelle vicinanze al Vescovo di Modena, nella cui diocesi rientrava - come ora - il territorio del nostro Comune. E' questa la prima menzione del toponimo di San Felice, che solo dopo l'Unità d'Italia, ha assunto l'appellativo di "sul Panaro" per essere distinto da altri omonimi comuni dello Stato italiano. Il villaggio medioevale è identificabile dal gruppo di case comprese fra la via Terrapieni, la Chiesa, la Rocca e il Municipio; espansioni successive diedero origine al borgo tra il Teatro Comunale e la torre dell'Orologio. Al di fuori dell'abitato, i documenti dei secoli tra il X e il XIII ci presentano un territorio inselvatichito, caratterizzato da ampi spazi incolti (boschi e acquitrini) che vengono progressivamente intaccati dalla spinta colonizzatrice degli uomini della Bassa, una parte dei quali erano coloni del Vescovo di Modena e dell'Abbazia di Nonantola. Il processo di "costruzione" di un paesaggio agrario completamente antropizzato continua per tutto il Medioevo, con l'eccezione di qualche lembo di pianura, come il Bosco della Saliceta, che si estendeva tra San Felice, Camposanto e Staggia (San Prospero) e che costituiva una vasta riserva di legna e di selvaggina per la comunità sanfeliciana, che poi passò in proprietà degli Estensi. Anche le località minori del territorio comunale (oggi per lo più frazioni o borgate) sono documentate in genere a partire dal Medioevo, al seguito della progessiva occupazione e organizzazione delle campagne tra Secchia e Panaro. Rivara è già attestata nel IX secolo; nel 934 era un roncore loco, cioè un luogo appena dissodato dalle sterpaglie. Pavignane, detto in origine Pavignana, è attestato intorno al 1000 come semplice podere. Nel 927 Marzana era un tratto di campagna occupato da boschi e da terreni incolti. L'attuale San Biagio nel XIII secolo costituiva una "villa", come si diceva allora - cioè un gruppo di case -, designata con il nome di Palus Maior, "Palude Maggiore": nelle vicinanze infatti iniziava la vasta depressione boschiva e acquitrinosa delle Valli sanfeliciane e mirandolesi. Il piccolo centro di Dogaro, al margine sud-est del Comune, deve il suo nome all'omonimo canale di bonifica (Dogaro o Dugale) scavato nel basso Medioevo per permettere lo scolo delle acque in una zona bassa prossima al corso del Panaro. Villanova, ora semplice nome di un podere e di una via, nel Quattrocento indicava un gruppo di case erette in una zona disabitata. Nuovi dissodamenti di quel periodo sono ricordati anche dal toponimo Ronchetti, che ora designa una via non lontana dal capoluogo. E gli esempi potrebbero continuare a lungo. La Pieve di San Felice è attestata già nel 1038, quando era la chiesa battesimale di un territorio equivalente almeno a quello dell'attuale Comune; le sue origini risalgono certamente all'alto Medioevo, forse al IX secolo, se non prima. Solo dal XIII secolo sono invece documentate le chiese di Rivara e San Biagio, dipendenti in un primo momento da San Felice, poi - nel basso Medioevo - erette in parrocchie autonome. (Mauro Calzolari)