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Archivio Storico Comunale di San Possidonio

Indirizzo: piazza Andreoli, 1 − 41039 San Possidonio
Telefono: 0535/417911
Fax: 0535/417955
E−Mail:
Sito Web: www.comune.sanpossidonio.mo.it
Direttore/Responsabile:
Orario:

Notizie storiche sull'Archivio

Non si ha notizia di perdite rilevanti di materiale documentario; e del resto, l'inesistenza degli atti dell'antica Comunità e Municipalità è pressoché regolare per i Comuni che hanno preso la propria autonomia durante il periodo austro-estense.
Esiste un inventario sommario, abbastanza fedele, inoltrato all'Autorità archivistica dall'Amministrazione comunale nel 1964.

Descrizione del patrimonio conservato e relativi riferimenti cronologici

Delibere del Consiglio: 1863-1900
Delibere della Giunta: 1863-1900
Indice delle delibere del Consiglio e della Giunta: 1863-1900
Atti rogati dal Segretario comunale: 1863-1900
Repertorio degli atti suddetti: 1863-1895
Carteggio amministrativo: 1860-1900
Registri di protocollo generale: 1860-1900
Bilanci preventivi e conti consuntivi (con qualche lacuna): 1860-1900
Atti del consuntivo: 1860-1900
Libri mastri e giornali di cassa: 1860-1873; 1899; 1900
Ruolo di impiegati e pensionati comunali: 1862-1863
Registri di Stato civile (nati, morti, matrimoni e cittadinanza): 1861-1900
Indici dello Stato civile: 1862-1925
Registro di popolazione: 1858
Registri popolazione: 1860-1910
Indice dei registri di popolazione: 1860-1910
Registri di immigrati ed emigrati: 1865-1913
Liste di Leva (classi): 1861-1880
Ruoli matricolari (classi): 1855-1888

Altri Archivi pubblici e privati esistenti sul territorio

Archivi aggregati
Ufficio di Conciliazione
Atti e registri: 1866-1900

Notizie storiche sul territorio comunale

Le origini di San Possidonio non sono certe, ma i primi insediamenti sembra risalgano alla tarda età del bronzo. Il territorio fu sicuramente abitato all'epoca romana, molto probabilmente si trattava solo di una piccola stazione chiamata "Garfaniana" sulla strada che univa la via Emilia con Ostiglia. Dopo le invasioni barbariche di San Possidonio si perde traccia. Solo nel Medioevo si hanno notizie più certe. Durante l'alto medioevo tutto il territorio entra a far parte del distretto reggiano del regno longobardo e tutta la zona gravita intorno a Reggio Emilia. In un documento del 962 si trova traccia della chiesa di San Possidonio: il vescovo di Reggio Azzo ottenne da Ludovico II le reliquie di San Possidonio e le consegnò a Berta, la quale le fece traslare nella Chiesa. Il culto del santo divenne sempre più importante ed il territorio circostante la Chiesa, chiamato "Garfaniana", venne rinominato San Possidonio. Dopo il 1000 San Possidonio appartiene al feudo dei Marchesi di Toscana. Nei primi anni del XIV secolo San Possidonio entra a far parte del dominio dei Pico e vi rimane sino al 1710 quando passa alla Signoria degli Estensi. Nel 1723 viene concesso in feudo con il rango di Marchesato al nobile reggiano Pietro Tacoli che fece costruire il Palazzo in riva al Secchia, mentre il figlio Achille fece costruire la chiesa parrocchiale.
Nel 1789 San Possidonio diede i natali a Don Giuseppe Andreoli, prete carbonaro condannato a morte nel 1821 dal duca Francesco IV di Modena e giustiziato a Rubiera nel 1822. Intorno alla metà dell'800 si sviluppa la tradizione artigianale delle posate di San Possidonio in ferro e corno bovino la cui produzione si protrarrà per gran parte del '900. Durante la lotta per la resistenza fu forte il contributo dato dagli abitanti di San Possidonio alla lotta di Liberazione, basti ricordare Gina Borellini, parlamentare decorata medaglia d'oro al valor militare.

Personaggi di rilievo

Don Giuseppe Andreoli fu il sacerdote carbonaro vittima della ferocia reazionaria del Duca Francesco IV d'Austria-Este. Don Giuseppe Andreoli, integra figura di patriota, non è soltanto il figlio più illustre della comunità, essendo nato a San Possidonio il 6 gennaio 1789, ma rappresenta nel modo più completo lo spirito di libertà e di unità che da sempre caratterizza la gente del Comune. Vittima della più cieca rabbia conservatrice di un regnante ancora legato a schemi di potere medioevale, Don Giuseppe Andreoli emerge nella storia del Risorgimento per una visione chiara del desiderio di libertà che ogni popolo esige e con la sue preveggenza rappresenta lo spirito indomito della gente della Bassa, che ha saputo offrire un importante contributo dapprima alla causa del Risorgimento e in seguito, in anni più recenti, a quella grande lotta di popolo che è stata la Resistenza contro l'oppressione nazi-fascista.