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Archivio Storico Comunale di Spilamberto
Indirizzo: via Sant'Adriano, 7 − 41057 SpilambertoTelefono: 059/789964
Fax: 059/783842
E−Mail: paola.corni@comune.spilamberto.mo.it
Sito Web: www.comune.spilamberto.mo.it/inter.php?id=8&t_i=16&parent=&id_doc=64
Direttore/Responsabile: dott.ssa Paola Corni
Orario:
−
Notizie storiche sull'Archivio
L'Archivio Storico Comunale di Spilamberto (ASCoS), che ha come limite cronologico a quo l'anno 1475, è costituito da 1407 unità archivistiche e si presenta suddiviso in 55 serie aperte, inerenti ai vari settori di attività ( amministrazione odo attività generale,finanze, sanità, grazia e giustizia,leva militare, lavori pubblici,agricoltura, industria e commercio, stato civile, anagrafe, censimento e pubblica sicurezza) in base all'evoluzione della vita stessa dell'Ente ed alle sue varie fasi istituzionali. In fase di riordinamento ed inventariazione ( 1992), si è fissato indicativamente, quale limite cronologico ad quem dell'archivio storico ( ai sensi del D.P.R. 30 settembre 1963 n. 1409 aart. 30 lettera c ed artt 21 e 22) il 1946*, anno che ha segnato un'importante svolta istituzionale, con il ristabilirsi del regime democratico dopo il fascismo. Nell'archivio storico comunale sono pure conservati gli archivi aggregati della Municipalità di Castelnuovo Rangone (aggregata a Spilamberto nel 1815) ed alcune carte appartenenti alle antiche comunità di Torre, Gorzano e Campiglio, facenti parte del feudo Rangoni. Sono pure conservati gli archivi aggregati degli enti assistenziali, quali l'Ente Comunale di Assistenza e l'Opera Nazionale Maternità ed Infanzia."Nell'archivio di deposito gli atti non sono e non possono essere tenuti colla dovuta regolarità", annotava nel 1909 il commissario straordinario del Comune di Spilamberto, avv.Ugo Fornari, nella sua relazione letta al ricostituito consiglio comunale, "stante la ristrettezza del locale che si è reso ormai insufficiente.(...) se non sia il caso di addivenire anzittutto ad una selezione di tutti quagli atti che senza pregiudicare qualsiasi interesse possono essere distrutti per far posto invece a carte degne di considerazione. Per dare regolare assetto a tale archivio ove sono conservati preziosi documenti storici, occorrerà poi istituire un secondo archivio di deposito". Solo dopo venti anni ( 1928-1929), si procedeva, a cura dell'Amministrazione Comunale, al sostanziale riordinamento dell'archivio ed alla predisposizione di un inventario-sommario, compilato dall'Amministrazione stessa ed inviato all'autorità archivistica. Dopo quasi cinquant'anni, nel 1988, l'Amministrazione Comunale deliberava di provvedere ad una nuova sistemazione dell'archivio comunale, procedendo al riordinamento dell'archivio di deposito. Al termine di questa fase ( novembre 1989) si è proceduto allo scarto del materiale suddetto, ai sensi del D.P.R. '63. Dal gennaio del 1990 fino al 1992 si procedeva al definitivo riordino dell'archivio storico comprendendo pure quella documentazione, emersa durante la risistemazione dell'archivio di deposito che, in base al citato D.P.R., doveva far parte integrante della sezione storica, ed inserendo serie archivistiche che non erano state incluse nei precedenti inventari quali: registri delle deliberazioni del Comune dal 1561, i rogiti dal 1567, i protocolli degli affari segreti dal 1813 al 1851, i regolamenti comunali dal 1841, gli atti del protocollo generale del 1946, gli estimi e catasti dal 1820, i mandati di pagamento dal 1903, i bilanci preventivi dal 1812, i registri dei Conti Consuntivi dal 1803, i ruoli delle imposte dal 1903, gli atti dell'ufficio Imposte di Consumo dal 1934, gli stati di popolazione ed i registri di cittadinanza dal 1796 al 1858, gli atti anagrafici dal 1831, gli atti e registri relativi alla leva ed affari militari dal 1850, gli atti e registri in materia di pubblica sicurezza dal 1850 al 1890, il carteggio dei consorzi idraulici di Spilamberto dal 1600, gli atti e registri in materia di sanità dal 1900, i registri dell'ufficio Conciliazione dal 1894, il carteggio ed i progetti per i lavori pubblici dal 1872, gli atti ed i registri per il commercio dal 1927, gli atti ed i registri degli enti assistenziali (ECA, ONMI e ONACRO) dal 1918.
* Solo per le serie contraddistinte dai numeri 33,40 e 43 si è superato tale limite cronologico in quanto alcune di queste erano costituite da registri che, iniziati nei primi decenni del 1900, continuavano oltre il 1946; oppure, come nel caso della documentazione relativa ai consorzi idraulici di Spilamberto, è parso opportuno non interrompere la serie.
Descrizione del patrimonio conservato e relativi riferimenti cronologici
Grazie e privilegi concessi al Comune: 1466 (copia)-1742Registri dei "Partiti della Comunità": 1561-1858
Delibere dl Consiglio e della Giunta comunali: 1865-1866; 1869-1888
Delibere del Consiglio e della Giunta comunali: 1890-1922
Contratti, con uniti carteggi ed atti amministrativi: 1607-1859
Processo dinanzi al Consiglio di giustizia di Modena: 1614-1615
"Libro delle querelle, denunzie, sentenze, inquisizioni": 1640-1642
Carteggio della Comunità (vi figurano molte lettere di Rangoni): 1559-1690
Registro di "Carteggi ducali": 1748-1749
Atti e carteggi vari di epoca napoleonica austro-estense
Carteggi particolari relativi a:
- polizia: 1807-1850
- sanità: 1807-1858
- affari militari: 1799-1806
- beneficenza ed assistenza: 1821-1859
- opere pubbliche: 1797-1859
- imposte: 1819-1859
- istruzione pubblica: 1808-1859
- consiglieri comunali: 1818-1859
- "scolari e maestri", "predicatori", "medici e chirurghi": secc. XVI-XVII
Registri di protocollo generale: 1807-1900
Protocollo segreto e di polizia: 1813-1859
Repertori vari del protocollo generale: 1814-1819
"Estimo del terreno di Spilamberto": 1699-1721
"Catasto di Spilamberto": 1720
"Estimo": 1721
Registro di "colletta": 1744
Registri di "colte e tasse": secc. XVI-XVIII inc.
"Libro delle colte": 1750
Atti del Cancelliere del Censo di epoca napoleonica
Boatteria, monte frumentario, ecc. di epoca austro-estense
Atti e registri contabili: 1572-1575
Registri contabili vari (libri di entrata e uscita, creditori, ecc.): sec. XVIin.-XVIIIin.
Registro di "spese": 1742-1745
Registri di saldaconto: 1820-1855
Bilanci preventivi: 1878-1910
Conti consuntivi: 1867-1900
Mastri ed altri registri contabili: 1888-1902
Atti del consuntivo: 1825-1900
Raccolta di "gride": 1571-1799
Gridario: sec. XVII
Gride di Francesco III: sec. XVII
Registri dello Stato civile napoleonico: 1806-1814
Registri contenenti elenchi di nati e matrimoni: 1816-1842
Registri del nuovo Stato civile (serie completa per nati, morti, matrimoni e cittadinanza): 1852-1900
Carteggio dello Stato civile
Registro di popolazione dell'epoca napoleonica
Registro di popolazione della parrocchia di S. Giovanni: 1840-1854
Registri di popolazione: impianto 1864
Liste di circoscrizione di epoca napoleonica
Liste di leva e ruoli matricolari (classi): 1840-1890
Registri della Guardia Nazionale: sec. XIX
Documenti "storicamente importanti": sec. XVI
Miscellanea di atti, carteggi, rogiti, stati d'anime, incanto di uffici, sale, processi, conti, ecc.: secc. XVI-XVIII e 1796-1799
Registro dei "folicelli": 1599-1601
Registro dei "quartieri": 1702-1718
Proiectiones graphicae: sec. XVIIIin.
Edizione a stampa degli Statuti di Modena: 1590
Registro dei detenuti: 1850-1855
Altri Archivi pubblici e privati esistenti sul territorio
Archivi aggregati
− Municipalità di Castelnuovo Rangone:
protocollo: 1808-1812
atti vari: 1810-1814
estimi: sec. XIX
− Comunità di Torre:
atti: 1772-1796
− Comunità di Campiglio:
atti: sec. XVIII
Notizie storiche sul territorio comunale
Spilamberto (1) , situato sulla sponda sinistra del fiume Panaro, ha origini antichissime, come testimoniano le numerose fonti storiche preterintenzionali. Nominato, per la prima volta nelle fonti scritte, all'anno 1026, fu soggetto fino al 1568 alla doppia giurisdizione dell'Abbazia di Nonantola e del vescovo di Modena. I Pico, signori di Mirandola, i Beccafava e la famiglia da Fredo ebbero, in diversi tempi, il dominio sul territorio di Spilamberto fino a quando, nel 1344, i marchesi estensi ne ottennero il definitivo possesso. Nel 1353, il marchese Aldobrandino d'Este concesse Spilamberto in feudo alla famiglia Rangoni, investitura che fu, poi, riconfermata nel 1454 insieme alle ville di Corticella, San Vito, Collecchio, Castelvetro, Castelnuovo, Levizzano, Torre di Gaiato, Campiglio e Rosola. Delle istituzioni comunali, senza dubbio già formate a partire dal sec. XIII, si trova conferma nell'atto del 18 aprile 1379 (2), con il quale il marchese Niccolò II d'Este, riservandosi il diritto di nominare il podestà di Spilamberto, elesse a tal carica Gherardo de' Cavezzi. Nonostante la presenza del Comune già da epoche precedenti, i primi documenti, tuttora conservati nell'archivio storico comunale, datano a partire dal 1475 ed acquisiscono maggior rilievo soprattutto con i primi decenni del '500 (estimi, catasti, colte e tasse). Nel 1561, a testimonianza di un istituto comunale già organizzato ed attivo, risalgono i primi registri relativi ai "partiti" ossia verbali delle sedute degli organi collegiali deliberanti della Comunità di Spilamberto, il cui territorio arrivò a comprendere, nella metà del secolo diciottesimo, oltre al capoluogo, anche le ville di Torre, Gorzano e San Vito. La signoria della potente famiglia Rangoni, diede impulso alla vita sociale ed economica del paese, come attestano ampiamente le carte prodotte ed acquisite delle varie magistrature comunali. Nel 1610, tra l'altro, Giulia e Baldassarre Rangoni realizzarono, entro il borgo di Spilamberto, una grande filanda per la lavorazione dei bozzoli, al fine di ottenere, con l'ausilio dell'acqua dei due canali, la seta. La filanda, primo insediamento "industriale" degli stati estensi, continuò la propria attività fino ai primi decenni del '900. "Giace questa terra", scriveva nel 1788 il Ricci (3), "in luogo amenissimo reso ancor più vago dalla signoril rocca e dalle ornate chiese e contrade e dall'ingegnoso edificio di un filatoio che vien detto il più antico dopo quelli di Bologna. Presso lo sbocco del rio Pisciarotta nel rio Secco scaturisce fra gli strati di ghiaia e di creta un'acqua leggerissima che ha molte proprietà dell'acque di Brandola, come ne assicurano più felici esperimenti". "Ha la propria adunanza di reggenti, a cui sono soggette le ville di Spilamberto e di San Vito. Vi sono due parrocchiali, una plebana col titolare di S.Giovanni Battista, l'altra col titolare di S.Adriano filiale della pieve suddetta ed una altra chiesa sussidiale col titolare de'SS.Vito e Modesto". Con l'abolizione dei feudi, nel 1796, il marchesato Rangoni venne soppresso ed il territorio di Spilamberto, nel periodo napoleonico, venne circoscritto al capoluogo ed alla sola villa di San Vito. Con la restaurazione, in base alla nuova distrettuazione, al Comune vennero aggregate le antiche comunità di Castelnuovo Rangone e Castelvetro, che ne divennero "sezioni". Passata nel 1850 la sezione di Castelvetro al COmune di Vignola, nel 1860, con il decreto Farini, rimase a Spilamberto la sola frazione di San Vito.
(1) Per una traccia generale sulla storia di Spilamberto, cfr.: G.TIRABOSCHI, Dizionario Topografico Storico degli Stati Estensi, Modena 1825. t.II. pp.359-362; G.TIRABOSCHI, Storia dell'augusta badia di S.Silvestro di Nonantola, Modena 1784, t.I, pp. 76, 133, 307-311; L.RICCI, Corografia dei territori di Modena, Reggio e degli altri stari già appartenenti alla Casa d'Este, Modena 1788, pp. 236-237; S.GOVI, L'appennino Modenese. Guida, Modena 1910, pp. 63-64; F:MANTOVI, Invito al Frignano. L'Appennino Modenese, Modena 1973, pp. 55-56; F.MANTOVI - L.MATTIELLO, Andar per rocche e castelli, Modena 1989, pp. 240-249. Cfr. anche, A.DI PIETRO - M.GRANDI, L'archivio storico del Comune di Spilamberto, ds. 1988, pp. Introduttive.
(2) G. Tiraboschi, Dizionario Topografico, cit., t.II, p. 236
(3) L.Ricci, op. cit., p. 236