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Archivio Storico Comunale di Vignola

Indirizzo: via S. Francesco, 111 − 41058 Vignola
Telefono: 059/771093
Fax: 059/766076
E−Mail: giuliana.roli@cedoc.mo.it
Sito Web: www.comune.vignola.mo.it/biblioteca/as/as_home.htm
Direttore/Responsabile: Giuliana Roli
Orario:
Per qualsiasi informazione rivolgersi alla Biblioteca comunale di Vignola

Notizie storiche sull'Archivio

L'Archivio storico comunale di Vignola è riconosciuto dal Ministero per i Beni Culturali quale "Archivio di notevole interesse". Conserva una raccolta documentaria suddivisa in 7 sezioni cronologiche inventariate, a partire dall'anno 1320 e una raccolta di mappe e disegni. Per la 1° Sezione è stato redatto un inventario analitico ed è stata effettuata la regestazione dei documenti.
1 − Epoca del Governo Estense dal 1320 al 1795
Vignola passa sotto il dominio Estense nel 1288 quando anche i Modenesi si pongono volontariamente sotto la protezione di Casa d'Este. Nel 1401 il Marchese Nicolò III d'Este concede Vignola in feudo alla famiglia Contrari che si estingue nel 1575; il feudo ritorna quindi alla Camera, ora Ducale Estense, sino al 1577 e poi da quell'anno viene concesso alla famiglia Boncompagni sino al 1796. Campiglio, con le sue ville di Denzano, Villabianca e Rosola, faceva parte del Feudo Rangoni, signori di Spilamberto. Passò sotto Vignola durante il Governo Napoleonico. La 1° Sezione comprende documentazione prodotta dalla Comunità e altra proveniente dall'Archivio Marchionale Boncompagni − Ludovisi e dall'Archivio della Podesteria di Campiglio.
2 − Epoca del Governo Napoleonico dal 1796 al 1814
Con la caduta del Governo Estense scompare il Marchesato di Vignola i cui beni sono incorporati nei Beni della Nazione ed in parte venduti a privati. Vignola diviene capoluogo di Cantone, nel Dipartimento del Panaro, con le sue Sezioni di Zenzano, Marano, Campiglio, Villa Bianca e Denzano. Il Capoluogo è poi elevato a Comune di 1° classe nel giugno 1805.
3 − Epoca del Governo Austro − Estense dal 1815 al 1859
Ritornati gli Austro − Estensi al governo del Ducato di Modena, Vignola è declassato a comune di 3° classe con le Sezioni di Campiglio, Villa Bianca, Marano, Denzano, Solignano, Levizzano, Torre e Savignano.
4 − Epoca dell'Unità d'Italia dal 1860 al 1925
5 − Dal 1926 al 1945
Versamenti degli atti prodotti dal Comune di Vignola dal 1926 al 1945.
6 − Dal 1946 al 1955
Versamenti degli atti prodotti dal Comune di Vignola dal 1946 al 1955.
7 − Dal 1956 al 1960
Versamenti degli atti prodotti dal Comune di Vignola dal 1956 al 1960.
L'archivio conserva anche una raccolta di mappe e disegni.

Descrizione del patrimonio conservato e relativi riferimenti cronologici

Privilegi, grazie, ecc. concessi alla Comunità di Vignola: 1449−1616
Patenti concesse dai Bonompagni: 1592−1637
Verbali delle riunioni del Consiglio del Comune di Vignola: 1591−1604
Libro delle registrazioni dei "partiti" della Comunità di Vignola: 1700−1770
"Partiti" del pubblico di Vignola: 1790
"Sedute della Comunità": 1798−1799
Sedute della Municipalità di Vignola: 1808−1803
Registri delle sedute della Comunità: 1815−1860
Delibere del Consiglio e della Giunta comunali: 1856−1907
Istrumenti e contratti: 1539−1796
Rogiti: 1815−1859
Contratti stipulati dal Comune di Vignola: 1870−1897
Sindacati contro funzionari pubblici e ricorsi da parte di particolari alla Comunità: 1591−1796
Processi civili e criminali contro privati e militari: 1587−1787
Libretto di querele ed interrogatori in cause criminali: 1636−1637
Carteggi vari dei Contrari, dei Boncompagni e dei loro agenti (vicemarchesi, governatori, podestà), nonché della Comunità: 1541−1796
Lettere di particolari alla Municipalità: 1797−1798
Carteggio amministrativo suddiviso per serie secondo gli argomenti: 1796−1814
Carteggio amministrativo suddiviso come sopra: 1814−1859 e 1860−1897
Carteggio amministrativo suddiviso per serie secondo le XV categorie del titolario: 1898−1900
Carteggio di "polizia": 1814−1865
Atti riservati: 1814−1859
Copialettere dei governatori o vicemarchesi di Vignola: 1586−1625
Registri di protocollo generale: 1815−1858 e 1860−1900
Rubriche relative
Indici relativi
Protocollo degli atti riservati: 1839−1848
Protocollo della contabilità: 1819−1854
Protocolli, indici, elenchi vari di polizia generale: 1814−1870
Estimi di Vignola: 1519−1760
Estimi di Campiglio: 1596; 1671
Mappe catastali di Vignola: sec. XVIII
Registri di bovatteria: 1816−1817
Commisione censuaria, atti: 1889
Registri di esazione imposte dirette per Vignola e Campiglio: 1836−1839
Ruolo collettabili per Vignola e Campiglio: 1814−1859
Registri catastali vari: sec. XIXin.
Registri vari attinenti alla materia tributaria: sec, XIX
Inventari di beni comunali: 1839−sec. XIX ex.
"Zornale... de li danari che spendono le Massari...": 1575−1581
Nota delle entrate e uscite della Formentaria: 1591
Quinternetti diversi: 1585−1796
Entrate e spese: 1617−1724
Vacchetta dei livelli della Comunità: 1676−1690
Libri di debitori della Comunità: 1800−1808
Libro del debito pubblico: 1799−1804
Ordini e mandati di pagamento: 1819−1859
Bilanci preventivi: 1856−1859
Conti consuntivi: 1815−1859
Bilanci preventivi1860−1885
Conti consuntivi: 1860−1900
Atti del Consuntivo: 1860−1900
Registri contabili vari (saldaconti, controcassa, attività e passività): 1811−1883
Gride, notificazioni, avvisi (ducali, comunali e dei feudatari): 1573−1796
Notificazioni, avvisi, proclami, decreti, ecc.: 1814−1900
Registri di Stato civile per il periodo napoleonico:
  • nati (Vignola, Campiglio e Villabianca): 1806−1814
  • matrimoni (Vignola, Campiglio, Festà e Marano): 1806−1814
  • morti: (Vignola, Campiglio, Festà e Villabianca): 1806−1814
Pubblicazioni di matrimonio
Registri di Stato civile per il periodo austro−estense:
  • nati: 1817−1859
  • morti: 1817−1859
  • matrimoni: 1814−1859
Registri di Stato civile del periodo post−unitario:
  • nati: 1859−1900
  • morti: 1860−1900
  • matrimoni: 1860−1900
  • cittadinanza: 1863−1900
Registro di estratti dagli atti di Stato civile: 1854−1890
Ruolo generale della popolazione del periodo napoleonico
Stati della popolazione di Vignola e sue ville del periodo napoleonico e segg.
Stati delle anime delle parrocchie: 1814−1853
Censimento della popolazione: 1861−1871
Registri di popolazione del periodo post−unitario: post 1860
Registro degli emigranti: 1868−1911
Registro degli immigrati: 1868−1909
Protocollo dello Stato civile e popolazione: 1852−1897
Ruolo dei maschi dai 14 ai 60 anni: 1812
Registri di leva (classi): 1870−1880
Scritture riguardanti la Guardia Civica: 1796−1908
Indice del registro matricola della Guardia Nazionale: sec. XIX
Calmiere di Vignola: 1584−1593
Miscellanea di atti e registri: ante 1796
Miscellanea di atti e registri: sec. XIX
Cose militari, alloggiamenti, vettovaglie, ecc.: 1643−1796
Registro di contabilità militare: 1816−1831

Altri Archivi pubblici e privati esistenti sul territorio

Archivi aggregati
−  Archivio aggregato dell'ospedale di Vignola
Estremamente complesso è l'archivio dell'Ospedale di Vignola, che conserva la documentazione prevalentemente relativa agli ultimi due secoli e rispecchia l'attività dei diversi enti che, senza soluzione di continuità, hanno governato e gestito l'assistenza sanitaria e la pubblica beneficenza in Vignola: dalla Congregazione di Carità, istituita con reale Decreto il 21 dicembre 1807, riconfermata nel 1862 e successivamente, con legge del 17 luglio n. 6972, nel 1890 (ente che, tra l'altro, amministrava, pur mantenendo il patrimonio separato per ognuna di esse, le antiche Opere pie di Vignola, ivi documentate a partire dal 1586), all'Ente Comunale di Assistenza, istituito in sostituzione della Congregazione di Carità con legge n. 847 del 3 giugno 1937, all'Opera pia Ospedale − Ricovero, costituita, con Decreto del Presidente della Repubblica, il 19 gennaio 1957 (ente in funzione dal 27 marzo 1957) a seguito della separazione patrimoniale e amministrativa tra l'E.C.A e l'Opera pia Ospedale, all'Ospedale Civile di Vignola, nato dallo scorporo dei due enti (Ospedale e Casa di Riposo o Ricovero) avvenuto nel 1968 (legge n. 132 del 12 febbraio del 1968) e, infine, all'Ente Ospedaliero Generale di Zona, costituito nel 1971, a seguito del Decreto del Presidente della Regione Emilia Romagna (n. 7 dell'11 febbraio 1971). Il precario stato di conservazione e, soprattutto, di ordinamento, in cui versava l'archivio al momento del suo trasferimento presso l'Archivio storico comunale di Vignola, ha reso notevolmente difficoltoso il lavoro di riordinamento e, conseguentemente, di inventariazione. Soprattutto il fatto che il succedersi dei diversi enti non abbia prodotto alcuna frattura sostanziale nell'esercizio delle varie competenze amministrative e che gli enti stessi si siano avvicendati senza comportare cesure o interruzioni nella documentazione (quindi utilizzando "a seguire" i medesimi registri e pratiche) non ha permesso, in fase di riordinamento dell'archivio, una divisione cronologico − istituzionale, la quale avrebbe potuto immediatamente evidenziare sia l'ente che la relativa produzione documentaria in un determinato periodo temporale. Nel contempo, non è parso opportuno, trattandosi di un ente che tuttora continua ad espletare le proprie funzioni, chiudere, con un'unica numerazione di corda, le varie serie archivistiche, le quali sono state perciò articolate con una configurazione "aperta" e, quindi, con una numerazione propria, al fine di permettere, in futuro, eventuali accessioni del materiale archivistico proveniente dall'attuale archivio dell'Ospedale. Ora, a lavoro ultimato, l'archivio storico dell'Ospedale di Vignola è costituito da 805 unità archivistiche (buste e registi), suddivise principalmente in sette fondi, a loro volta articolati in serie: I. Atti di fondazione, statuti e deliberazioni; II Opere pie amministrate dalla Congregazione di Carità; III. Documenti dell'attività generale; IV. Finanze; V. Ospedale: assistenza, diagnosi e cura; VI. Ospedale militare; VII. Casa di Riposo o Ricovero di mendicità. L'arco cronologico dell'archivio data, essenzialmente, a partire dal 1808 (in concomitanza con l'istituzione della Congregazione di Carità) fino al 1971, anno in cui l'Ospedale di Vignola venne riconosciuto come "Ente Ospedaliero di Zona"; sono comunque conservati diversi documenti anteriori al secolo XIX (dal 1586) relativi soprattutto agli atti di fondazione e al carteggio delle Opere pie di Vignola, nonché carte posteriori al 1971 inerenti a pratiche concluse negli anni successivi. Per ogni unità archivistica è stato riportato il nuovo numero di corda, a cui segue, laddove era presente, l'intitolazione originaria della busta o registro ( in carattere corsivo) e gli estremi cronologici reali, rilevati attraverso l'esame della documentazione ivi contenuta. Segue, quindi, l'indicazione della consistenza quantitativa e la descrizione del contenuto, con la rilevazione di elementi di specifico interesse, sempre segnalando la presenza di eventuali mappe e carte a stampa. L'inventario, infine, è stato corredato di un indice analitico, a carattere prevalentemente onomastico e toponomastico al fine di agevolare la consultazione; nella compilazione dell'indice, sono state omesse le voci relative a Vignola ed Ospedale di Vignola, in quanto ovviamente ricorrenti in quasi tutte le unità archivistiche. In appendice sono stati trascritti i documenti più significativi relativi alla plurisecolare storia dell'Ospedale di Vignola e conservati nell'archivio stesso. Sommario:− Congregazione di Carità (1808−1937, con atti dal 1586); − Ente Comunale di Assistenza (1937−1957) ;− Opera Pia Ospedale − Ricovero (1957−1968) ;− Ospedale Civile di Vignola (1968−1972, con atti fino al 1979)
−  Investitura fatta dal Vescovo di Modena alla Comunità di Savignano (copia del sec. XVII): 1320 mar. 23
−  Protocollo di atti notarili di Filippo Nicoli, notaio a Rubiera (mutilo): 13..−1373
−  Lettere, documenti e registri riguardanti le Comunità di Campiglio, Villabianca e Denzano: 1612−1797
−  Libro dei partiti dell'Amministrazione provvisoria di Marano sul Panaro: 1600−1803
−  Consorzio delle "Basse" di Vignola: 1815−1859
−  Consorzio "Concia": 1820−1852
−  Protocollo del "Consorzio di Savignano": 1819−1830

Notizie storiche sul territorio comunale

I toponimi locali, nonché i reperti archeologici offrono una testimonianza, se pure non sempre sicura, dell'avvicendarsi di varie popolazioni sul territorio, dagli Etruschi, ai Liguri, ai Galli ed ai Romani. La stessa denominazione "Vignola" deriva dal latino "vineola", piccola vigna, ad indicare la coltivazione della vite, in epoca romana largamente praticata sui terreni alluvionali del Panaro.
Si ha testimonianza di un borgo (pagus) Sabinianum e di un Feronianum, e l'attuale pedemontana (antica via Claudia) ricalca una via etrusca che, proveniente dalla Toscana, collegava Bologna a Parma, attraversando il Panaro all'altezza dell'odierna Pieve. Il primo documento scritto che reca testimonianza del luogo in cui venne fondata la nuova comunità risale all'anno 826. A seguito di una permuta, l'abate del Monastero di Nonantola otteneva la "basilica" di S.Maria in Tortiliano e il borgo "in loco viniole ad saxo", dove successivamente venne edificato il castello. Si ignora la data di costruzione del primitivo castello, che un'antica tradizione vuole edificato da S.Anselmo abate di Nonantola, a difesa dei beni del monastero della zona. Per tutto il periodo di dominio vescovile durato sino al 1247, il castello si configura sempre più come importante "sentinella del Panaro", a controllo del fiume e dell'antica via Claudia.
La transazione del territorio vignolese al Comune di Modena causò numerosi scontri tra le opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini e il comune di Bologna. Della crisi politica seppe approfittare Gherardo Grassoni che instaurò a Vignola la signoria della sua famiglia, affermando un dominio che durò quasi un secolo, fino a quando gli Estensi si riappropriarono del feudo e, con la nomina di un podestà, iniziarono ad esercitare la loro signoria diretta (1399). Nel 1401 Niccolò III d'Este donò ad Uguccione dei Contrari di Ferrara il castello e le sue adiacenze e il feudo di Vignola divenne contea con sedici comunità. La signoria, che durò quasi due secoli, coincise con il periodo di massima prosperità del paese: venne ristrutturata la Rocca, fu innalzata una nuova cinta muraria e con Ercole Contrari nel 1557 venne fatto erigere, su progetto dell'architetto Jacopo Barozzi, il Palazzo antistante la Rocca oggi conosciuto come Palazzo Boncompagni. Con la morte di Ercole nel 1575, per mancanza di eredi, il marchesato di Vignola tornò agli Este che, su richiesta del Papa Gregorio XIII, lo cedettero a Giacomo Boncompagni, suo figlio naturale. La conquista napoleonica fece decadere definitivamente il dominio della famiglia Boncompagni e Vignola, in virtù della nuova costituzione repubblicana, divenne capoluogo di Cantone del Dipartimento del Panaro. Con la Restaurazione (1814) Vignola entrò a far parte dei domini del duca di Modena Francesco IV d'Austria − Este di cui subì il governo autoritario e dispotico; diversi vignolesi parteciparono ai moti del 1831, alle guerre d'indipendenza ed alle imprese garibaldine fino al compimento dell'Unità Nazionale. L'episodio più significativo della storia del nuovo Comune è legato alla celebrazione solenne svoltasi il 20 ottobre 1872 del bicentenario della nascita dello storico Ludovico Antonio Muratori (1672−1750): in questa occasione venne posata la prima pietra del ponte intitolato al Muratori, inaugurato nel 1876 e sul quale transitò poi la nuova tramvia Vignola − Bazzano − Bologna. Reso inagibile in seguito al bombardamento del 1945, il ponte fu ricostruito per essere poi distrutto dall'alluvione del 1966 e sostituito definitivamente con quello attuale, in cemento armato, inaugurato nel 1969. La tramvia fu sostituita nel 1938 dalla ferrovia elettrica Casalecchio − Vignola il cui servizio, sospeso in seguito ai gravi danni subiti nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, fu ripreso dopo la riparazione del ponte sul Panaro, per interrompersi alla fine degli anni '70 (il collegamento ferroviario Vignola−Bologna è stato riavviato come metropolitana di superficie). La ferrovia Modena − Vignola inaugurata nel 1888 ha cessato definitivamente la sua attività nel 1970 e sulla ex sede ferroviaria troverà definitiva attuazione una pista ciclabile. Nel dopoguerra, Vignola ha continuato l'attività di valorizzazione della tradizionale vocazione agricola basata sulla produzione della tipica frutta rossa e ha iniziato la sua crescita artigianale e industriale. Insignita del titolo di "Città" dall'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro per le sue caratteristiche storiche, sociali ed economiche, Vignola si offre oggi ai visitatori con un paesaggio naturale ed un ambiente pressochè intatti, con uno sviluppo ben equilibrato dei settori economici ed un'ottima qualità delle produzioni agricole conosciute in tutto il mondo.

Personaggi di rilievo

  • Jacopo Barozzi (1507−1573)
    Tra i più rappresentativi architetti italiani della seconda metà del Cinquecento, fu anche pittore, scultore e trattatista. Tra le opere di architettura rimaste a testimoniare la sua grandezza si annoverano la facciata di San Petronio a Bologna, la grandiosa opera del Naviglio, il Palazzo Ducale e il Palazzo Farnese a Piacenza, la Chiesa del Gesù a Roma, la Villa del cardinal Farnese a Caprarola nonché il Palazzo Boncompagni di Vignola. Tra le opere di trattatistica sono da ricordare in modo particolare gli studi sulla prospettiva "Le due regole della prospettiva pratica", che definendo il valore e la funzione dei punti di distanza, completa le nozioni teoriche dei primi trattatisti rinascimentali, e la "Regola delli cinque ordini d'architettura", un'opera fondamentale che detta regole chiare, pratiche e facilmente applicabili.
  • Ludovico Antonio Muratori (1672−1750)
    Letterato e storico tra i più importanti della sua epoca, laureatosi ed ordinato sacerdote, fu assunto nel 1695 quale dottore presso la Biblioteca Ambrosiana. Nel 1700 fu chiamato da Rinaldo I, duca di Modena, alla direzione della sua ricca biblioteca privata: a Modena iniziò la sua ricchissima produzione filologica di opere storiche fondate sullo studio delle cronache e degli atti archivistici. Tra le sue maggiori opere vanno ricordate: i "Rerum Italicarum Scriptores", le "Antiquitates italicae medii aevi", e gli "Annali di Italia".
  • Giacomo Cantelli (1643−1695)
    Geografo e cartografo originario di Monteorsello. Compiuti gli studi umanistici a Bologna, prestò servizio, in qualità di segretario, presso il marchese Obizzo di Ferrara. Nel 1685 venne nominato da Francesco II d'Este geografo ufficiale del ducato di Modena e bibliotecario di corte. La sua notorietà, nonostante le scarse e lacunose notizie sulla sua vita, è legata alla città di Venezia, dove fu nominato "Geografo del Serenissimo". La maggior parte delle sue carte furono inserite nel "Mercurio Geografico", il noto atlante pubblicato a Roma nel 1692 dai De Rossi. Numerose e pregevoli carte sono custodite presso la Biblioteca Comunale di Vignola, all'interno del fondo Cantelli.
  • Agostino Paradisi (1736−1783)
    Letterato vignolese, compì i primi studi letterari presso il Collegio Nazzareno di Roma. Unì allo studio della lingua e della letteratura italiana, lo studio del francese e dell'inglese, applicandosi contemporaneamente alla Storia. Ottenne importanti incarichi pubblici come "Oratore" dei Duchi d'Este e nel 1772 fu nominato da Francesco III d'Este Presidente della Classe delle Belle Lettere dell'Università di Modena. Tra le sue principali opere si annoverano gli scritti di poesia "Versi sciolti",saggi "Saggio Metafisico sopra l'entusiasmo nelle Belle arti", e varie orazioni "Orazione nel solenne aprimento dell'Università di Modena, 25 novembre 1772".
  • Pietro Minghelli (1780−1822)
    Pittore vignolese, si formò all'Accademia di Belle Arti di Modena seguendo gli insegnamenti del celebre architetto modenese Giuseppe Maria Soli. Divenuto professore dell'Accademia di Belle Arti di Modena, acquistò fama soprattutto come affrescatore di cicli pittorici di gusto prettamente Neoclassico. Lavorò come restauratore presso il Palazzo Comunale e il Palazzo Ducale di Modena. A Vignola rimane il ciclo di affreschi realizzato per Villa Tosi−Bellucci, oggi sede comunale.
  • Francesco Selmi (1817−1881)
    Illustre scienziato e chimico, dopo aver compiuto gli studi presso le scuole dei Gesuiti, intraprese gli studi di chimica presso l'Università di Modena dove si diplomò nel 1839. Allo scoppio dei moti del 1848 fu tra i patrioti che insorsero e che dovettero riparare come esuli a Torino sino al compimento dell'Unità d'Italia. Chiamato a Torino in qualità di Capo di gabinetto del Ministro, nonché provveditore agli studi, nel 1867 venne nominato professore ordinario di Chimica e di Tossicologia all'Università di Bologna dove compì le scoperte più importanti della sua attività di scienziato. Dal 1865 alla morte, avvenuta a Vignola il 13 agosto 1881, il Selmi si occupò anche di studi letterari in particolare danteschi.
  • Alessandro Plessi (1824−1907)
    Storico vignolese, si distinse in varie discipline tra cui la giurisprudenza, la filologia, la matematica, la musica e il disegno. Si prodigò in campo civile occupando varie cariche: nel 1853 sotto il Governo Estense fu nominato Podestà di Riccò e a partire dal 1860 fu eletto Sindaco di Vignola, carica che conservò fino alla morte avvenuta nel 1907. Istituì assieme a Don Rodolfi la locale Biblioteca Comunale e fu tra i fondatori dell'Asilo Infantile, della Società Vignolese di Storia Patria e di quella di Mutuo Soccorso. Il suo nome rimane legato a varie monografie storiche e principalmente alle "Istorie Vignolesi".